La Biblioteca Giovardiana si trova nel Rione Castello, collocata in alcuni locali del Seminario; fu fondata nel 1773 da Monsignor Vittorio Giovardi che, nato a Veroli nel 1699, si trasferì, dopo i primi studi, a Roma  dove studiò diritto e teologia ed entrò a far parte dell’Accademia letteraria dell’Arcadia.

Grazie alla sua cultura ed ai suoi meriti, iniziò una brillante carriera ecclesiastica; fu un appassionato collezionista di manoscritti, incunaboli e libri a stampa e durante la sua vita raccolse un gran numero di pregevoli opere.

Il Giovardi decise di donare il proprio  patrimonio librario alla sua città natale;  il vescovo della città concesse alcuni locali nel palazzo del Seminario in cui collocare la preziosa raccolta. Nacque così la prima biblioteca pubblica del centro-sud dell’Italia perla quale il papa emanò una bolla di scomunica per chi avesse sottratto libri  e per la quale fu nominato un bibliotecario debitamente remunerato.

La biblioteca si presenta ancora  oggi così come allora fu progettata e cioè costituita da una sala di lettura e da una sala manoscritti con gli originali arredi a cui furono aggiunti due stanziolini di cui uno adibito a museo archeologico. Tra i testi più antichi custoditi nella biblioteca vi è il codice membranaceo degli Acta passionis et translationis sanctorum martyrum Mercurii ac XII fratrum del secolo XII, in scrittura beneventana.

Bibliografia

Trulli G. Tutta Veroli,vol.I,editrice M.Pisani-Isola del Liri,1989