L’antica Biblioteca dell’abbazia, che constava del patrimonio librario costituito dai Benedettini cui si aggiunse quello dei Cistercensi,subì svariate  perdite nel corso dei secoli in relazione alle vicende storiche che interessarono l’importante complesso abbaziale.

In particolare nel 1873 la biblioteca del monastero, come altre in Italia,divenne proprietà del Regno d’Italia; nel 1874 l’abbazia di Casamari divenne Monumento Nazionale ed essa assieme alla Biblioteca fu affidata alla custodia dei monaci. Fu fatto l’inventario dei manoscritti e dei volumi.

Negli anni venti si decise di porre i volumi nell’attuale collocazione: si recuperò un locale dell’ala conversi che ristrutturato ospitò la preziosa raccolta libraria. Tale locale  è costituito da un lungo salone diviso in due navate da una serie di arcate  a tutto sesto che si raccordano a tre pilasti centrali; un bel soffitto a cassettoni lo copre. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale la Biblioteca si presentava con ventimila volumi, un centinaio di riviste, duecento edizioni del Cinquecento, undici incunaboli e alcuni antichi manoscritti.

Nel Dopoguerra  furono eseguiti lavori per completare l’arredamento e migliorare l’estetica del Salone Monumentale; negli anni Settanta fu realizzata la nuova Sala Periodici sottostante il salone.

Il patrimonio della biblioteca si è andato costantemente incrementando nel tempo. Importanti fondi di altre abbazie e chiese sono state ad essa conferite. Nella Biblioteca si conservano il fondo antico ed importanti edizioni librarie quali la Prima edizione dell’Enciclopedia Italiana( Treccani) mentre tra le raccolte dei periodici “L’Osservatore romano” quasi completo dal 1861 ad oggi.

 

Testo a cura di Loredana Stirpe