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L'osteoporosi, prevenezione diagnosi e cura - Galleria la catena - 28 Novembre 2009

L'assessore alla sanità del comune di Veroli, il dott. Egidio Lombardi, comunica che sabato 28 novembre all’Auditorium della Galleria La Catena, sede dell’assessorato alla  sanità e politiche sociali,  si terrà un importante convegno medico-scientifico dal titolo “Osteoporosi: Prevenzione, diagnosi e cura”, con relazione del dott. Filippo Corrado Fantini, fisiatra della Asl di Frosinone e responsabile dell’ambulatorio “Metabolismo osseo-osteoporosi” del Cup di Veroli. Il convegno si aprirà alle ore 17 con i saluti del sindaco, prof. Giuseppe D’Onorio; moderatore il dott. Egidio Lombardi. Parteciperà il Dott. Alfonso Rossi dell’associazione Vitattiva, associazione, quest’ultima, già operante sul territorio e che si occupa di salute e benessere della terza età, attraverso il movimento fisico e la ginnastica.

A partire dalle ore 9.30 e fino alle ore 16.30 verrà eseguita, presso il Centro Anziani “Beata Maria Fortunata Viti”  la Moc gratuita ai residenti nel Comune che si sono registrati presso l’Ufficio Servizi Sociali. Alle ore 17 inizierà il convegno, con la relazione del dott. Fantini che risponderà alle domande dei presenti. Ma lasciamo che l’assessore Lombardi ci illustri nel dettaglio come si manifesta e come si cura questa patologia.

Dott. Lombardi, cos’è l’osteoporosi?

“L’osteoporosi è una patologia subdola che insorge in maniera asintomatica: infatti viene definita “la ladra silenziosa” ed il paragone calza perfettamente poiché questa malattia metabolica riduce gradualmente la massa ossea e di conseguenza le qualità delle ossa, rendendo il paziente ad alto rischio di fratture invalidanti”.

L’osteoporosi è una malattia diffusa, ma quali sono i pazienti a rischio?

“È una malattia molto diffusa, tanto che gli epidemiologi hanno calcolato che tra un decennio le sue conseguenze determineranno un deficit economico di tutti i servizi sanitari. Basti pensare al costo sostenuto, per i servizi sanitari, per il trattamento delle fratture del femore, molto frequente nei pazienti affetti da questa malattia, e delle loro complicanze, ad esempio il tromboembolismo. I pazienti a rischio sono soprattutto le donne in post- menopausa, quelle in menopausa precoce ed i pazienti in trattamento con farmaci osteopenizzanti, ma ultimamente anche il numero degli uomini affetti da questa malattia è in aumento. In questo caso, però, si tratta di osteoporosi secondaria ad altre patologie”.

Quali sono le principali conseguenze dell’osteoporosi?

“Le fratture. Si passa dalle fratture di polso a quelle più invalidanti, come le fratture vertebrali e le fratture del collo- femore”.

Con quale metodica strumentale si effettua la diagnosi?

“Secondo  le linee della organizzazione mondiale della sanità, si effettua mediante l’utilizzo di apparecchiature (dexa e ultrasuoni), che misurano in modo estremamente preciso la massa ossea e che, confrontandola con i parametri normali, esprimono un rischio individuale di frattura”.

Quali sono le terapie?

“Oggi, il medico che si interessa di metabolismo osseo ha a disposizione numerose molecole efficaci, prodotte dalla ricerca scientifica, che migliorano la qualità dell’osso e riducono il rischio di fratture, ottimizzando il trattamento del paziente dopo un’accurata valutazione dei valori bioumorali del metabolismo osseo e dei fattori di rischio”.

Quali sono i fattori di rischio e le misure di prevenzione?

“I fattori di rischio si possono suddividere in fattori modificabili e non modificabili. Quelli non modificabili dipendono da una predisposizione di tipo genetico, e quindi dalla familiarità o, in casi particolari, dalla patologia genetica. Quelli modificabili, invece, sono riconducibili allo stile di vita del soggetto, e quindi andiamo dalla dieta, al tabagismo, all’uso di alcool e farmaci e allo stile di vita sedentario. Nei pazienti con una massa ossea al limite dell’osteoporosi (osteopenia), è possibile migliorare la massa ossea con la correzione dello stile di vita. Infatti, consigliamo sempre ai pazienti una moderata attività fisica e un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D”.


La locandina

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Novembre 2009 13:17)

 
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