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Dal 1° gennaio 2011 le pubblicazioni di matrimonio devono obbligatoriamente avvenire on line, firmate con firma digitale del responsabile del procedimento di pubblicazione sul sito istituzionale dei comuni (Circolari n. 1 del 05/01/2011 e n. 13 del 21/04/2011).

La necessità che sia indicata, nelle pubblicazioni del matrimonio, l’identità della persona con la quale ci si intende coniugare, sta nell’escludere la sussistenza d’impedimenti, sia secondo la legge nazionale dello sposo straniero, sia secondo la legge italiana; tali impedimenti possono riguardare uno solo degli sposi (ad es.: minorità, interdizione), ma anche entrambi, l’uno in relazione all’altro (ad es.: parentela), o in relazione con terzi (ad es.: bigamia). Solo se le pubblicazioni contengano la esplicita menzione di entrambi gli sposi, sarà soddisfatta la necessità anzidetta.

Occorre ricordare che l’art. 110 del D.P.R. 396/2000 ha abrogato l’art. 97 del codice civile che conteneva l’elenco dei documenti obbligatori per le pubblicazioni: quelli ancora indispensabili sono richiamati dalle specifiche disposizioni che li prevedono (ad esempio, il nulla osta di cui all’art. 116 codice civile, o il documento che rimuove un impedimento, come richiesto dall’art. 52 del D.P.R. 396/2000). Pertanto, sarà l’Ufficiale dello Stato Civile, a cui si richiede la pubblicazione di matrimonio, ad attivare la procedura degli accertamenti di quanto dichiarato dai nubendi nel processo verbale (acquisizione d’Ufficio di copie di atti e/o certificazioni). Nel caso in cui uno dei nubendi è cittadino straniero, questi dovrà presentare nulla osta alla celebrazione del matrimonio (ex art.116 del codice civile) rilasciato dalle proprie Autorità nazionali ed il proprio atto di nascita (debitamente prodotto in lingua italiana da traduttore abilitato e validato da eventuale Apostille de l’Aja) da cui l’Ufficiale dello stato civile rileverà le esatte generalità.

La richiesta di pubblicazioni di matrimonio deve essere avanzata all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza degli sposi o di uno di essi.

Nel  caso di celebrazione di matrimonio civile e/o dinanzi a Ministri dei Culti ammessi nella Repubblica Italiana, i nubendi dovranno presentare apposita richiesta all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza degli sposi o di uno di essi  secondo il fac-simile allegato

(scarica modello di richiesta di pubblicazione di matrimonio).

Nel caso di celebrazione di matrimonio concordatario (cattolico), le pubblicazioni di matrimonio devono essere effettuate oltre che nella Chiesa parrocchiale, anche nella casa comunale. In questo caso, la richiesta di pubblicazione di matrimonio deve essere fatta dal parroco dinanzi al quale sarà celebrato il matrimonio.

 

TERMINE – Le pubblicazioni, hanno una durata di otto giorni consecutivi (art. 55 comma 3 del D.P.R. 396/2000). Tali giorni devono essere conteggiati per intero; pertanto dal conteggio si deve escludere il giorno iniziale e i giorni effettivi andranno calcolati dal primo giorno successivo utile all’effettuazione della pubblicazione. Si ricorda che, scaduto il termine delle pubblicazioni (ossia i predetti otto giorni), il matrimonio, civile o religioso, non potrà essere celebrato prima della scadenza del termine (tre giorni) per l’opposizione di cui all’art. 99 del codice civile. Il termine dei suddetti tre giorni successivi alla pubblicazione decorre indipendentemente dal fatto che in questo intervallo di tempo siano compresi giorni festivi.

 

Con riguardo, invece, alla decorrenza del termine dei 180 giorni di cui al secondo capoverso dell’art. 99 del codice civile, si precisa, come sostenuto dalla dottrina prevalente, che detto termine inizia a decorrere dallo scadere del terzo giorno disposto per l’opposizione (v. art. 99, primo capoverso del codice civile e art. 57 del D.P.R. 396/2000), e quindi non dal momento in cui la pubblicazione è stata compiuta, dovendo essere computati anche i tre giorni successivi di cui alle norme citate. Se la pubblicazione è stata effettuata in più Comuni è ragionevole ipotizzare che i 180 giorni vadano computati dal giorno in cui tutte le pubblicazioni siano state compiute. La violazione dei termini previsti al presente articolo, tanto con riguardo alla celebrazione prima del compiersi del termine dilatorio di cui al 1° comma, quanto alla celebrazione avvenuta successivamente al decorso di quello di cui al 2° comma, non incide sulla validità del matrimonio, ma determina l’applicazione della sanzione di cui all’art.138 cc.

Pubblicazioni relative a cittadini italiani residenti all’estero

Ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 71/2011, le pubblicazioni, per il cittadino che intenda contrarre matrimonio avanti l’autorità diplomatica o consolare, sono effettuate presso l’ufficio consolare in cui la celebrazione deve aver luogo ed eventualmente presso quello nella cui circoscrizione sia residente. L’art. 53, comma 2, del D.P.R. 396/2000, nell’ipotesi in cui il matrimonio si debba celebrare all’estero ed uno degli sposi, cittadino italiano, sia residente in Italia, stabilisce che “se… la richiesta di pubblicazione viene fatta alla competente autorità diplomatica o consolare, quest’ultima la trasmette all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza attuale in Italia di uno degli sposi”. Nel caso di cittadino italiano, iscritto nell’AIRE di un comune italiano, che intende contrarre matrimonio concordatario, le pubblicazioni devono essere richieste al console italiano competente per territorio. Lo stesso console deve provvedere all’acquisizione della documentazione necessaria e a pubblicazioni terminate deve rilasciare il certificato di cui all’art. 7 della legge n. 847 del 27 maggio 1929 in cui si dichiara che non risulta l’esistenza di impedimenti al conferimento degli effetti civili al matrimonio canonico. Tale documento deve essere consegnato dai nubendi alle autorità religiose preposte alla celebrazione del matrimonio.

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