:: Sentieri tra storia e natura: Il Sentiero degli eremi

Da S. Maria Amaseno all'Eremo di Santa Mariain Ruvo Ursario, lungo il Rio Amaseno

Dislivello: 560 m - Tempo di salita: 3 ore - Tempo di discesa: 2.30 ore - itinerario parzialmente segnato

Carta: 1GM 1.25.000 152 II SE (Veroli)

"In epoca medioevale una fiorente vita eremitica si sviluppò per quasi mezzo millennio sulle ultime propaggini dei Monti Ernici, tra la celebre Certasa di Trisulti e l’ameno pianoro di Prato di Campoli. Resti più o meno consistenti di oltre una dozzina di eremi sono ancora visibili disseminati sui fianchi delle alture scoscese e dirupate, sovrastanti il fosso del Rio e il fossa di Prato di Campoli..." (M. Stirpe, La Via degli Eremiti, Veroli 1997).

In questi luoghi inaccessibili più volte si ritirò nella contemplazione e nella preghiera S. Domenico da Foligno, il fondatore dei monasteri di Trisulti e di Sora. Dopo l’unità d’Italia questi stessi luoghi divennero rifugio non più di santi e di eremiti, ma di briganti e malfattori. Chiavone, il più noto, vi soggiornò e vi trovò la morte in un’imboscata una mattina di giugno del 1862.

 

Da Veroli Si prende la strada provinciale per S. Maria Amaseno. Superato il piccolo abitato, dopo circa 100 metri si arriva al Ponte dei Cementi (590 m), nei pressi del quale si parcheggia. A piedi si prende a sinistra una carrareccia che ripidamente sale seguendo il corso asciutto del torrente. Su un ripiano si incontra a destra un ovile attrezzato e, poco più avanti, si mostrano imponenti roccioni scuri macchiati di strisce di colore asfalto. Si percorrono 200 metri e all’altezza di un masso contrassegnato da un punto rosso (0.30 ore) ci si immette a sinistra su un ripido sentiero che con percorso a zig zag in breve raggiunge quota 800 in (0.45 ore).

Ora la salita procede più lentamente tra boschetti di faggio con belle vedute della valle del Rio sulla destra fino a toccare le capanne di Aia Baglioni (1050 m). Sullo sfondo dominano le cime del M. del Passeggio e M. dei Tre Confini. Sul finire della salita appaiono i ruderi del borgo Giannarelli (1000 m, 0.45 ore), circondati da prati e con un pozzo ripieno d’acqua. Poco piùin basso, verso est, a circa 500 metri sono visibili i ruderi di Capanne Michelone.

Si segue il sentiero che si inerpica sulla sinistra nella valle boschiva in direzione del M. dei The Confini raggiungendo così la sorgente di S. Angelo (1050 m, 0.45 ore). Poco più in alto nel bosco si incontra l’Eremo di S. Michele Arcangelo (1100 m, 0.15 ore), oramai completamente diroccato.

Si prosegue ancora in salita e, aggirata la montagna, si trova l’Eremo di S. Maria in Rivo Ursario (1150 m, 1 ora), anche questo legato a storie di santi e di briganti.

In discesa, si segue il percorso dell’andata fino alla sorgente di S. Angelo (1050 m, 1 ora). Poi ci si immette sul tracciato che dopo aver attraversato un boschetto di faggi porta alle Capanne Michelone. Si aggirano delle rupi e si raggiunge il fondovalle (820 m). Si prosegue lungo i sentieri a destra o a sinistra del greto, sempre facilmente guadabile. Dopo 300 metri, l’acqua improvvisamente scompare (carsismo) per poi ricomparire nei pressi dell’inizio dell’itinerario, vicino al Ponte dei Cementi, sulla strada provinciale per S. Maria Amaseno (590 m, 1.30 ore).