:: Escursionismo - Itinerari di montagna

 

cartina generale

>> San Giacomo - Facile escursione con possibilità di partire a piedi da centro storico di Veroli

>> Prato di Campoli (m.1.134) - Per l’antica via di Prato di Campoli - L’antica via per Prato di Campoli, utilizzata per secoli da pastori e contadini in particolare per approvvigionarsi di legna, prima dell’avvento dell’attuale strada (1947).

>> Il  Sentiero Veroli - La Via delle Cime - riservato ad escursionisti esperti particolarmente allenati per fronteggiare un forte dislivello ed un lungo percorso.

>> Valle della Femminamorta per Fossa Susanna (m.1.487)

>> Monte Brecciaro m. 1.887

>> Forca Palomba m 1.542

>> Monte delle Scalelle (m 1.843) - Un balcone sui fiori

>> Monte delle Scallelle (m. 1.843) - Monte Fragara (m. 2.014) - Monte del Passeggio (m. 2.064) - Itinerario per escursionisti allenati

>> Monte del Passeggio (2064 m) da Prato di Campoli per Femminamorta, le Pratelle e la cresta Nord ovest. A nord del pianoro di Campoli, la lunga e boscosa Valle di Femminamorta è uno degli angoli più solitari della montagna laziale. Un po' monotona nella parte centrale, dà accesso al severo altopiano carsico delle Pratelle, stretto tra le cime del Ginepro e del Passeggio, ed il cocuzzolo calcareo di M. Brecciaro. Itinerario da non fare nelle giornate più calde, e da abbinare alla discesa diretta verso Prato di Campoli, oppure alla traversata in cresta verso il M. Fragara. Se lo si percorre in discesa, può convenire la variante per Forca Palomba.

>> Monte del Passeggio (2064), Monte Fragara (2005 m), Monte delle Scalelle (1837 m) Traversata di cresta da Prato di Campoli. Bel percorso di cresta, che attraversa le cime che chiudono a nord ovest il pianoro di Campoli. Magnifici i panorami, in tutte le direzioni. L’itinerario è consigliato in questo senso a causa dei problemi di orientamento che possono insorgere percorrendo la Valle Broccolo in salita. E' possibile includere nell’anello il Pizzo Deta (molto consigliabile), oppure iniziare salendo al M. del Passeggia per Femminamorta e le Pratelle (vedi itinerario).

>> Pizzo Deta (2041 m), Monte del Passeggio (2064) da Prato di Campoli per il Fosso della Fragara e il versante Sud. Dal magnifico pianoro di Campoli, circondato da fitte fagete, inizia l'itinerario più frequentato degli Ernici: quello che sale alla spettacolare vetta di Pizza Deta, eccezionale balcone proteso verso la Val Roveto ed i monti del Parco Nazionale. Il percorsa è monotono e assolato nella parte finale: in compenso è sgombro di neve per gran parte dell’anno. La traversata per cresta al vicino e più alto, M. del Posseggio permette di godere più a lungo del selvaggio ambiente della cresta spartiacque.

>> Vado della Rocca (1565 in), Serra Comune (1870 m) L'itinerario più solitario dal pianoro di Campoli. Collegava Veroli con la Val Roveto, il Vado della Rocca è un’ottima meta per una breve e fresca passeggiata. Il percorso è quasi interamente sotto bosco, e panoramico solo dai dintorni del colle. La prosecuzione della gita verso la non lontana vetta della Serra Comune è più selvaggio, più interessante e non faticoso. In giornate afose, si tratta di un’ottima e consigliabile alternativo all’assolato sentiero per Pizzo Deta.

San Giacomo

Nelle vicinanze della piccola chiesetta di San Giacomo è stato ultimato l'allestimento dell'area pic nic, completa di punti fuoco, tavoli, panche e già predisposta per l'erogazione dell'acqua.

L'area, completamente recintata e quindi protetta dall'invasione del bestiame al pascolo, è incastonata in una valletta dell'altopiano di San Giacomo, purtroppo ancora esposta al sole, in attesa che gli alberi trapiantati prendano vigore.

La chiesetta di San Giacomo, posta sulla cima del colle omonimo, è raggiungibile esclusivamente a piedi (1 ora circa), partendo dalla contrada "La Torre". Partendo dalla provinciale Veroli-Alatri, all'altezza del Palazzo dello sport si sale a dx (per chi scende) si prende la strada che sale verso "La Torre" (Via Valenzano), oppure, scendendo da San Leucio, a metà strada si svolta sulla dx. A circa 2 km inizia la salita per il Colle San Giacomo, segnalato da una tabella stradale. La strada è chiusa con una sbarra, e quindi occorre parcheggiare l'auto. La strada sale dapprima asfaltata e poi cementata, per diventare quindi uno sterrato all'altezza di Casetta Politi.

Qui il percorso diventa aperto e lo sguardo può spaziare sulla Valle del Sacco e sul panorama della città di Veroli.

La salita diventa sempre più dolce, fino alla cima del colle segnalato da una croce. A questo la chiesetta diventa visibile in cima ad una piccola dolina distante qualche centinaio di metri, e la si raggiunge per una evidente stradina che attraversa un boschetto di faggi. Arrivando sul davanti della chiesa, l'area pic nic è visibile nella valle di sinistra.

Prato di Campoli (m.1.134) - Per l’antica via di Prato di Campoli

Località di Partenza: Curva Paradiso (m. 775) - Località di Arrivo: Prato di Campoli (m. 1.134) - Dislivello in Salita: m. 359 - Tempo di Percorrenza: 2 ore - Difficoltà: facile

A circa 3.2 km dal Bivio di S. Maria Amaseno si giunge, in località ‘Case Calcaterra”, ad una curva a gomito denominata “Curva Paradiso” (m. 775). Da qui inizia l’antica via per Prato di Campoli, utilizzata per secoli da pastori e contadini in particolare per approvvigionarsi di legna, prima dell’avvento dell’attuale strada (1947). Il sentiero, per lunghi tratti ancora con gli evidenti segni del lavoro dell’uomo, imbocca naturalmente la valle prospiciente e si innalza in direzione nord-est verso il boscoso vallone di Prato di Campoli. L’antico tracciato segue il lato destro dell’evidente

canale di scorrimento delle acque piovane. Supera delle spettacolari formazioni rocciose (Pietre di S. Silvio - h. 0.25) aggirandole sul versante destro del bosco. La salita, quasi sempre all’ombra della faggeta, si sviluppa sul comodo sentiero sotto i bei pendii delle Montagne Cannavinole e di Forca Fura che dominano il percorso dal versante destro. In Località Mazzamore (h. 0.40) il sentiero si ricongiunge con la variante 1/a proveniente da Peschio Paradiso. Giunti allo Casotto Comunale alla Fontana di Campoli (m. 1.018 - 1.20 ora) si aggira alla

sua destra e si prosegue nel bosco fino ai Pozzi Vecchi adiacenti al parcheggio che chiude la carrabile da Veroli (m. 1134 - h. 2.00)

 

Variante per l'Eremo di Peschio Paradiso

Località di Partenza: Curva Paradiso (m. 775) - Località di Arrivo: Prato di Campoli m. 1.134 - Dislivello in Salita: m. 359 - Tempo di Percorrenza: 2.30 ore
Difficoltà: facile

Dallo stesso punto di par­tenza del sentiero precedente vi è la possibilità di salire subito sui contrafforti rocciosi del Peschio Paradiso entro i quali è stato ricavato un vecchio eremo ancora oggi ben conservato. Parcheggiata l’auto alla Curva Paradiso, piegare subito a sinistra per l’evidente traccia che sale, in direzione nord, seguendo la linea di cresta del vallone. Dopo un inizio breve e ripido il sentiero si immette nella vecchia strada di Prato di Campoli ed in poco giunge al di sopra delle rocce di Peschio Paradiso (m. 860 - h. 0.35). Per gli esperti, per traccia incerta e difficile, vi è la possibilità di scendere verso i roccioni, alla base dei quali vi è un’antica cisterna per la raccolta di acqua piovana e l’entrata dell’eremo ricavato in una grotta verticale che si sviluppa in altezza con tre livelli abitativi; ben conservati gli archi di pietra. Il vecchio sentiero, intanto, procede dolcemente verso la Loc. Mazzamore (h. 0.55) dove si ricongiunge con il Sentiero n° 1.

Il  Sentiero Veroli - La Via delle Cime

Località di Partenza: Sbarra Campitelli (m. 1079) - Località di Arrivo: Sbarra Campitelli (m 1.079) - Dislivello in Salita: m. 1487; Tempo di Percorrenza: 9/10 ore - Difficoltà: riservato ad escursionisti esperti particolarmente allenati per fronteggiare un forte dislivello ed un lungo percorso.

A 7.8 km dalla Località di S. Maria Amaseno (Bivio per Trisulti), poco dopo il Casotto Comunale, sulla sinistra un largo spiazzo evidenzia l’inizio di una sterrata con una sbarra, posta leggermente in alto rispetto al piano stradale. E’ l’inizio del nostro impegnativo itinerario che, in questa prima fase ricalca il tracciato del Sentiero Italia. Per il Bosco Campitelli entriamo nella Valle S. Giovanni seguendo il comodo tracciato della sterrata che per il valico della La Cacata del Lupo (1.299) raggiunge il Fosso delle Pratelle (m 1.281 - h. 1.00) nella Valle di Femminamorta. La sterrata piega a destra in direzione nord; seguirla fino a quando descrive una netta curva a gomito verso destra (h. 1.30). Da qui proseguiremo costeggiando il fosso sulla sinistra, al restringimento attraverseremo a destra e, raggiunta la sponda opposta, avanzeremo fino a due rudimentali capanne di pastori (m. 1.400 -h. 2.10). Si sale in direzione nord-est immettendosi da lì a poco nell’ampio circo de Le Pratelle per raggiungere la Cima di Monte Passeggio (m 2.064 - h. 3.10). Dalla vetta si prosegue in cresta in direzione est per raggiungere la cima di Pizzo Deta (m. 2.041 - h. 4.00). La panoramica vetta degli Ernici si apre spettacolarmente sulla sottostante Val di Roveto (Abruzzo) a nord, caratterizzata da arditi salti rocciosi e su Prato di Campoli a sud circondato da un perfetto anfiteatro naturale di montagne vestite da fitti boschi di faggio. Ancora seguendo la cresta proseguiamo in discesa verso il Vado della Rocca (m 1.562 - h. 4.45) fino a due capanne dei pastori. Dal passo inizia una graduale salita fino alla Cima di Serra Comune (m 1.861 - h. 5.15). Sempre per la cresta, in poco si raggiunge la vetta di Cima d’Erba ( m 1.851 - h. 5.30) dove troviamo un cippo di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli; si segue un naturale tracciato per la fascia di contenimento che in leggera discesa raggiunge dapprima la cima di Punta dell’Ortica (m 1.731 - h. 6.30) e, quindi, il Fosso dell’Ortica (m 1.676 h. 6.45). L’ultima salita ci attende per raggiungere, sempre seguendo il fitto bosco della cresta, la vetta dei Monte Pedicinetto ( m 1.776 - h. 7.45). Dall’ultima cima che chiude l’anfiteatro naturale di Prato di Campoli iniziamo la ripida discesa per il Sentiero dei Briganti che per incerta traccia ci porterà al Peschio dei Briganti (m 1.629 - h 7.40), forse il più bel

punto panoramico dell’area, dal quale si ammirano tutte le vette dell’anfiteatro, la valle ed il Prato di Campoli; non a caso era stato scelto dai briganti quale punto di osservazione per il controllo del territorio. Questa è infatti disseminata di grotte che costituivano i ricoveri dei briganti che hanno imperversato in questa zona dalla fine deli’800 fino alla prima guerra mondiale. Proseguendo nella discesa giungiamo all’Orto Centrole (m 1.479 -h. 8.30), caratteristica radura circolare erbosa che interrompe il folto bosco di faggio. L’antico tracciato delle Carbonaie, ancora oggi accennato, ci porterà attraverso il percorso zigzagante della Macchia Marante all’incrocio con la sterrata della omonima valle che seguiremo verso destra fino all’incrocio col sentiero 1 che in poco porterà al punto di partenza di Prato di Campoli (m 1.079 - h. 9.30).

 

Variante Fontana del Tasso (m. 1.100)

Al punto d’incontro della sterrata della Valle San Giovanni con il Fosso delle Pratelle (m 1281 - h. 1.00), piegare nettamente a sinistra in direzione sud-ovest per l’agevole discesa verso la Fontana dei Tasso (m 1.100 - h. 1.30), una delle due fonti, a periodi attive, dell’intero comprensorio di Prato di Campoli.

Monte delle Scallelle (m 1843) - Monte Fragara (m 2014) - Monte del Passeggio (m 2064)

A 8.2 km dalla Loc. S. Maria Amaseno (Bivio per Ttrisulti), sul lato sinistro della strada provinciale, è collocata una sbarra da dove ha origine il nostro itinerario. Il sentiero segue la debole traccia di una sterrata che dopo pochi minuti, verso sinistra, sale in un canale boscoso verso Forca Palomba (m 1.542 - h. 1.00), punto d’incontro di vari percorsi. Prenderemo la traccia che sale in direzione nord-est e che per la via di cresta si porta sulla cima di Monte delle Scalelle (m 1.843-h. 2.00). Dopo una breve discesa il sentiero procede in costante salita fino alle Vetta di Monte Fragara (m 2.014 - h. 2.30) da dove si percorrerà l’ultimo tratto fino alla cima di Monte Passeggio (m. 2.064- h. 3.00)

Variante - Monte Pontecorvo (m.1.596)

Dal passo di Forca Palomba (m 1.542 - h. 1.00), piegando a sud-ovest, per la scomoda linea di cresta si segue il sentiero che si conclude a Monte Pontecorvo (m 1.596 - h. 2.00). Meta ingiustamente trascurata del comprensorio che, invece, regala un insolito panorama sulla parte bassa della Valle di prato di Campoli.

Valle della Femminamorta per Fossa Susanna (m.1.487)

Dal passo di Forca Palomba (m 1.542 - h. 1.00) si scende in direzione nord-ovest verso Fossa Susanna (m 1.487 - h 1.30) dove si trova un cippo commemorativo delle vittime di un incidente aereo del 25 maggio 1932. Si imbocca, a questo punto, una carrareccia che si immette in breve nella Valle di Femminamorta incrociando il Sentiero Veroli (h. 1.40).

Monte Brecciaro m. 1.887

Dal passo di Forca Palomba (m 1.542 - h. 1.00) si prosegue in leggera salita in direzione nord all'interno del bosco. Giunti ad una radura, in pieno canalone, due costruzioni indicano l’arrivo alle Capanne dei Pastori (m. 1592 - h. 2.00). L’itinerario continua in direzione nord puntando alle creste sommitali, costeggia alla sua destra il Monte delle Pratelle (m. 1.752) e si introduce nel Fosso di Monte Brecciaro puntando direttamente sulla vetta di Monte Brecciaro (m 1.887 - h 3.30)

Forca Palomba m 1.542

Località di Partenza: parcheggio fine strada/Pozzi-abbeveratoi (m. 1.134) - Località di Arrivo: Forca Palomba (m. 1.542) - Dislivello in salita: m. 408 - Tempo di percorrenza: 1.20 ore - Difficoltà: E
Dall’abbeveratoio si punta subito a sinistra in direzione ovest superando il malandato capanno dei pastori, per immettersi nell’ampio canalone all’inizio del quale, sulla sinistra, è ben evidente un cippo commemorativo per la scomparsa dell’amico Livio che in quel punto perse la vita nel corso di un volo in ultraleggero. L’itinerario che si sviluppa nella boscosa Valle delle Vacche, sulle pendici di Colle Morello, sale dolcemente piegando verso sinistra in direzione del vado di Forca Palomba (m 1.542 -h. 1.20).

Monte delle Scalelle (m 1.843) - Un balcone sui fiori

Località di Partenza: parcheggio fine strada/Pozzi-abbeveratoi (m. 1.134) - Località di arrivo: Monte delle Scalelle (m. 1.843) - Dislivello in salita: m. 709 - Tempo di percorrenza: 2.00 ore - Difficoltà: E

Dall’abbeveratolo dei Pozzi vecchi di Prato di Campoli ci si immette nella netta traccia del sentiero che punta verso il centro del Prato in direzione nord. A circa 500 metri di distanza, davanti ad un cespuglio isolato troverete la tabella segnavia del

CAI/Comune di Veroli che vi inviterà a piegare a sinistra in direzione nord­ovest. Vi immetterete nel vallone che porta chiari i segni di svariate slavine. Nel corso della salita potrete ammirare la colorata e splendida Costa dei Fiori, sul versante destro

della valle, che si presenta come una suggestiva macchia gialla fra le montagne. Si costeggia sulla sinistra il canalone ed il margine del bosco fino ad arrivare sul valico delle Scalelle da dove, piegando a sinistra, in pochi minuti si raggiunge la vetta di Monte delle Scalelle (m. 1.843 - h. 2.00). Sconsigliato in presenza di neve.

Monte del Passeggio (2064 m)

da Prato di Campoli per Femminamorta, le Pratelle e la cresta Nord ovest

dislivello 1020 m - tempo di salita 5.30 ore - tempo di discesa 2.30 ore - itinerario parzialmente segnato - carta IGM 152 III NO (Balsorano)

A nord del pianoro di Campoli, la lunga e boscosa Valle di Femminamorta è uno degli angoli più solitari della montagna laziale. Un po' monotona nella parte centrale, dà accesso al severo altopiano carsico delle Pratelle, stretto tra le cime del Ginepro e del Passeggio, ed il cocuzzolo calcareo di M. Brecciaro. Itinerario da non fare nelle giornate più calde, e da abbinare alla discesa diretta verso Prato di Campoli, oppure alla traversata in cresta verso il M. Fragara. Se lo si percorre in discesa, può convenire la variante per Forca Palomba.

Da Veroli (570 m) si segue la strada per Prato di Campoli fino ai primi pianori erbosi che precedono l’altopiano vero e proprio. Si oltrepassano la fontana di Campoli e il rifugio di q. 1026, e si parcheggia di fronte ad un cartello giallo, all’inizio di una grossa sterrata che sale a sinistra (1090 m, 13 km dal paese). Si segue a piedi la sterrata (chiusa dopo pochi metri da una sbarra), che prende quota a mezza costa con percorso un po' monotono, traversa il Vallone di S. Giovanni, effettua un tornante e raggiunge un largo valico (1302 m, la Cacata del Lupo su IGM) per poi scendere nella Valle di Femminamorta (1270 m, 1 ora).

Si segue il fondovalle, che qui è una larga fiumara ghiaiosa, lasciando dopo poche decine di metri una diramazione a sinistra (sentiero per il M. Bello, La Valle dell’Inferno e Trisulti). Si continua nel ramo di destra, a tratti sul fondo ed a tratti a fianco di questo. Dove La valle si stringe e inizia a salire più ripidamente (1430 m) si lascia a destra un viottolo a mezza costa per Fossa Susanna. Più ripido ma sempre ben tracciato, il sentiero tocca altre piccole radure, ed esce dal bosco allo sbocco del Fosso della Neve, in corrispondenza di uno stazzo (1580 m, 1 ora).

Si piega a sinistra, e si segue il sentiero che traversa dei piccoli pianori erbosi, ed entra a mezza costa nello stretto solco del Fosso di M. Brecciaro. Dove questo Si allarga nella conca delle Pratelle (1750 m), si incontra il sentiero segnato che proviene dal versante di Trisulti, e che sale direttamente per un ripido costone verso M. del Passeggio. E' più interessante però, proseguire fino alla cresta, che si raggiunge all’intaglio (1838 m) a sinistra di M. Brecciaro: bel colpo d’occhio sul selvaggio versante abruzzese. Si piega a destra, si sale un monotono pendio, si oltrepassa un piccolo pianoro erboso, e si raggiunge in breve la vetta (2064 m, 1.30 ore). In discesa occorrono 2.30 ore fino al punto di partenza.

 

Variante per Fossa Susanna e Forca Palomba. Soluzione più sbrigativa, consigliabile in discesa e nelle giornate calde, a causa del lungo percorso sotto bosco. Dalla vetta, si scende sul percorso descritto fino al bivio 1430 m, ben riconoscibile perché all’inizio del tratto ampio e ghiaioso del vallone. Si segue il viottolo a sinistra fino alla radura di Fossa Susanna (1468 m), dove un monumento ricorda una catastrofe aerea del 1932. Dal margine destro della radura, si sale direttamente nel bosco (tenersi piuttosto a sinistra) fino alla sella di Forca Palomba (1550 m). (da "A piedi nel lazio" di Stefano Ardito - vol. 1 - edizioni ITER 1988)

Monte del Passeggio (2064 m), Monte Fragara (2005 m), Monte delle Scalelle (1837 m)

Traversata di cresta da Prato di Campoli

dislivello 980 m - tempo di salita 2.30-5.15 ore - tempo di discesa 2.30 ore - itinerario parzialmente segnato (giallo-rosso) - carta IGM 152 III NO (Balsorano)

Bel percorso di cresta, che attraversa le cime che chiudono a nord ovest il pianoro di Campoli. Magnifici i panorami, in tutte le direzioni. L’itinerario è consigliato in questo senso a causa dei problemi di orientamento che possono insorgere percorrendo la Valle Broccolo in salita. E' possibile includere nell’anello il Pizzo Deta (molto consigliabile), oppure iniziare salendo al M. del Passeggia per Femminamorta e le Pratelle (vedi itinerario).

 

Da Veroli (570 m) si sale per carrozzabile a Prato di Campoli (1143 m) e si continua a piedi fino al punto estremo del pianoro, leggermente a sinistra rispetto al centro de margine del bosco, seguendo il canale scavato dalle acque di scolo (1680 m), dove il sentiero sale in direzione di Pizzo Deta. Si sale verso l’alto di Fosso della Fragara in direzione della cresta, che si raggiunge alla sella a sinistra delle caratteristiche rocce di q. 2023, ben visibili lungo tutta la salita. A sinistra, pochi metri portano alla vetta di M. del Passeggio (2064 m, 2.30 ore).

Dalla vetta, si scende brevemente verso sud al Vado della Cornacchia (2000 m), e si continua per le numerose, piccole elevazioni che formano la cresta di M. Fragara (2005 m), sospesa tra la conca carsica delle Pratelle e l’altopiano di Campoli. La cresta piega a destra (ovest), dalla q. 1919 torna decisamente verso sud, scende bruscamente a una sella erbosa (1820 m) e risale dolcemente alla vetta di M. delle Scalelle (1837, 1 ora), affacciato verso Campoli. Si scende verso sud ovest per una larga dorsale erbosa e sassosa, fino ad entrare nel bosco, raggiungendo in breve la sella di Forca Palomba (1550 m), traversata da un sentiero non molto visibile che collega Campoli con La Valle di Femminaimorta.

Si piega a sinistra e si continua la discesa: il sentiero obliqua lungamente verso sinistra (est, Prato di Campoli), fino al solco della Valle Broccolo, che si segue sul fondo fino a sbucare sui prati. Se non si trova il sentiero, non ci sono problemi. Tutto questo versante e facilmente percorribile, conviene comunque tenersi sulla sinistra, per non dover percorrere un tratto troppo lungo di asfalto per tornare all’auto. Da M. delle Scalelle, occorrono 1,30 ore. (da "A piedi nel lazio" di Stefano Ardito - vol. 1 - edizioni ITER 1988)

Pizzo Deta (2041 m), Monte del Passeggio (2064)

da Prato di Campoli per il Fosso della Fragara e il versante Sud

dislivello 970 m - tempo di salita 3.15 ore - tempo di discesa 1.30 ore - itinerario parzialmente segnato (giallo-rosso) - carta IGM 152 III NO (Balsorano)

 

Dal magnifico pianoro di Campoli, circondato da fitte fagete, inizia l'itinerario più frequentato degli Ernici: quello che sale alla spettacolare vetta di Pizza Deta, eccezionale balcone proteso verso la Val Roveto ed i monti del Parco Nazionale. Il percorsa è monotono e assolato nella parte finale: in compenso è sgombro di neve per gran parte dell’anno. La traversata per cresta al vicino e più alto, M. del Posseggio permette di godere più a lungo del selvaggio ambiente della cresta spartiacque.

Da Veroli (570 m) si segue la strada asfaltata per Prato di Cainpoli, ottimamente segnalata. Si parcheggia al termine della strada asfaltata, in corrispondenza dei Vecchi Pozzi (1143 m, 14 km dal paese).

Si inizia traversando il pianoro lungo il tracciato di un tratturo assai dissestato, in direzione di Pizzo Deta. Raggiunto il margine del bosco, si Lasciano a destra i visibilissimi segni giallo-rossi del sentiero che sale al Vado della Rocca, e si continua per un’ampia striscia di prati che interrompe la faggeta, e si approfondisce più in alto nel Fosso della Fragara. Dal limite del bosco (1250 m) si sale brevemente a sinistra, trovando subito il sentiero segnato. questo prosegue a sinistra (destra orografica) del fosso, lo traversa (1456 m), e poi sale a svolte, con un tratto ripido, ad un bel poggiolo panoramico (1520 m, 1.15 ore).

Si continua con un lungo tratto a mezza costa, traversando due valloni secondari e riavvicinandosi al fondo del fosso. Dopo una breve salita si esce definitivamente dal bosco (1680 m), si piega bruscamente a destra, e si inizia una nuova, lunga diagonale in direzione della vetta. L’ultimo tratto è il più faticoso: si sale direttamente alla larga sella a sinistra (ovest) della vetta, poi si segue la breve crestina che porta al punto più alto (2041 m, 1,15 ore).

La cresta verso il M. del Passeggio è facile e panoramica. Si ridiscende alla sella (qui arriva l’itinerario per il Vallone di Peschiomacello), si traversa il versante sud del Pratillo, e si continua invece a sinistra di questo. Si Oltrepassano le rocce della quota 2023 e si sale in breve alla vetta di M. del Passeggio (2064 m, 0.45 ore), dove c'è una grossa croce. Il panorama si allarga verso la vetta del Ginepro, il massiccio della Monna: proseguendo per pochi metri a nord della vetta, si può scorgere la Certosa di Trusulti. In discesa, si cala alla sella tra la q. 2023 e la vetta, poi si prosegue direttamente e velocemente per il vallone che scende verso il Pianoro di Campoli: al tornate di q. 1680 si ritrova il sentiero dell'andata, che conduce al punto di partenza (1.30 ore dalla vetta). La discesa da Pizzo Deta per il sentiero di andata richiede lo stesso tempo. (da "A piedi nel lazio" di Stefano Ardito - vol. 1 - edizioni ITER 1988)

Vado della Rocca (1565 in), Serra Comune (1870 m)

L'itinerario più solitario dal pianoro di Campoli

dislivello 680 m  - tempo di salita 2.80 ore - tempo di discesa 1.45 ore - itinerario parzialmente segnato (giallo-rosso) - Carla IGM 152 III NO (Balsorano)

Collegava Veroli con la Val Roveto, il Vado della Rocca è un’ottima meta per una breve e fresca passeggiata. Il percorso è quasi interamente sotto bosco, e panoramico solo dai dintorni del colle. La prosecuzione della gita verso la non lontana vetta della Serra Comune è più selvaggio, più interessante e non faticoso. In giornate afose, si tratta di un’ottima e consigliabile alternativo all’assolato sentiero per Pizzo Deta.

Da Veroli (570 m) si segue aa strada asfaltata per Prato di Campoli e si parcheggia al termine della strada (1143 m). L’inizio del sentiero è in comune con quello per Pizzo Deta: si traversa il pianoro lungo un tratturo assai dissestato, e si raggiunge il limite del bosco. Da due visibilissimi segnali giallo-rossi, inizia la mulattiera per Vado della Rocca. La si segue versa destra, nell’ampio solco del Vallone dell’Acquaro, con percorso poco faticoso in una magnifica faggeta. Più, in alto (1400 m circa) il sentiero lascia il vallone, piega a sinistra, e sale più ripidamente fino al caratteristico intaglio del Vado della Rocca (1565 m, 1.30 ore), da ci ci si affaccia sulla Val Roveto e sui monti del Parco.

Si piega a destra, e si segue la cresta, fittamente boscosa, per un sentierino non sempre evidente. Verso i 1650 m di quota, il sentiero piega a sinistra, e compie un lungo giro a mezza costa per aggirare la q. 1746: ci si tiene a destra ad un bivio, e si raggiunge una ripida tagliata nel bosco che porta in cresta a poca distanza dalla cima Nord (1854 m) della Serra Comune, sulla quale è il segnale trigonometrico. Pochi minuti portano alla successiva q. 1870, la più elevata (1 ora). Se non si trova il sentiero a mezza costa, è anche possibile seguire integralmente la cresta, districandosi nei tratti di bosco più fitto,e scavalcando la q. 1746 (stesso tempo). La discesa richiede 0,45 ore fino al valico ed 1 ora da qui fino a Prato di Campoli. (da "A piedi nel lazio" di Stefano Ardito - vol. 1 - edizioni ITER 1988)