:: Il Tesoro del Duomo

Il Museo del Duomo, o più semplicemente "il tesoro", raccoglie una notevole quantità di testimonianze storiche sulla città di Veroli. La sistemazione attuale fu realizzata nel 1975 dall’architetto Einaudi e l'elenco degli oggetti di grande valore è decisamente lungo, pertanto ci limiteremo a dare una breve descrizione degli oggetti di alto valore artistico e storico. Due tesoro 01.jpg (22235 byte)reliquari, provenienti dall'Abbazia di Casamari, di pregevole fattura a " trafori e graffiti", formati da lastre d'argento bagnate in oro. Il busto di S. Giovanni, sorretto da quattro leoncini d’argento, anch'esso proveniente da Casamari. Nonostante questo ne sia il titolo, molti dubbi sono stati sollevati sul fatto che tale busto rappresenti il santo. Questo custodisce al suo interno la testa di uno dei due santi (S. Giovanni e S. Paolo) titolari della chiesa di Casamari. Da qui il dubbio su quale santo raffiguri. Il reliquiario del braccio destro di S. Matteo, in argento. Di grande semplicità riporta come uno "abbellimento" un motivo in filigrana al polso, con alcune gemme incastonate. La "Croce Santa" (87 cm x 56 cm), con un reliquiario al punto d’incrocio dei due bracci. Stando alla tradizione contiene al suo interno un pezzo del Santo Legno. Anch'essa proveniente da Casamari, è stata realizzata con lamine d’argento dorato, con al centro l'immagine del Cristo. Un Polittico d’argento (67 cm x 43 cm), con figure sbalzate e graffite, risalente al XIV sec.

L'Immagine della Madre di Dio, già del tesoro della chiesa di San Martino in Veroli. Una Testa in argento di San Biagio, contenente le sue reliquie, in rame argentato, su aggiunto al tesoro dal vescovo Antonio Rossi (1786-1811). Ed un Busto raffigurante di S. Maria Salome in argento dorato (sec XIII). Nel 1800 il busto fu fatto completare nella parte infertesoro 04.jpg (9678 byte)iore dalla verolana Dorotea Pandolfi. continuanto nella veloce rassegna dei cimeli del tesoro : un Calice del XIV secolo (cm 26 di altezza), in argento, di grande dimensione, della capacità di due litri. E' accompagnato da una patena di 21 cm di diametro, a forma di fiore stilizzato. La croce astile di S. Maria de’ Franconi, dagli studiosi definito "autentico capolavoro di oreficeria abruzzese" (Marcello Stirpe – Il Duomo di S. Andrea), realizzata da Nicola di Amico di Cicco di Sulmona nel 1453. La croce processionale d’argento, già del tesoro della Chiesa di S. Leucio, di epoca bizantina.

Si arriva così ai preziosissimi ai cinque cofanetti in avorio dipinto, di origine siciliana (sec. XII e XIII), diventati famosi in seguito all’espozioni di uno di questi a due mostre sull’arte islamica tenutesi a Venezia e a New York. Le cassette sono ricoperte con lamine d’avorio saldate tra loro con chiodi d’avorio. Le lamine sono dipinte ad acqua. Alle cinque si ne aggiungo altri due, molto simili, ma di grandezza maggiore, mentre altre due cassette hanno il coperchio a forma piramidale. Queste cassette che recano ornamenti e disegni molto vicini alla religione islamica, furono utilizzate nel medioevo nelle chiese, come reliquari. A questo gruppo di cassette se ne aggiunge un’altra, la più bella, che fu venduta al British Museum, al fine di reperire i fondi per la ricostruzione del duomo. Oggi questa cassetta è custodita nel museo londinese, in una stanza denominata "The Veroli caschet".

tesoro 02.jpg (18017 byte)Vanno inoltre menzionati: un Breviario appartenuto a S. Ludovico d’Angiò, del XIII sec., proveniente dall’Abbazia di Trisulti; Pisside in argento dorato del sec. XIV.; Busto di S. Pietro in bronzo dorato del sec. XVII; Busto d’argento di S. Tommaso Becket del sec. XVIII; Piccola statua di S. Antonio di Padova, in bronzo dorato; Patena del cinquecento in metallo dorato e smaltato con decorazioni in oro, appartenuta alla beata Cristina di Savoja; Secchiello per aspersorio, d’argento; Ostensorio d’argento in stile barocco; Ostensorio in argento e metallo dorato; diversi piccoli reliquari e tre fibule di piviale, una settecentesca d’argento e due più moderne di metallo dorato.

Il tesoro è poi arricchito da una collezione frammenti lapidei (come quella risalente al 384, dedicata al presbiterio Marturio) o piccole sculture.