La
rocca della città, situata alle spalle della chiesetta di San Leucio, fu edificata nel IX
secolo. Le cronache ci narrano che molte personalità hanno soggiornato tra le sue mura, a
volte in libertà, a volte in catene. Nel 850 circa Ludovico II, re d'Italia, vi rimase
per oltre un anno, dopo la sconfitta contro i Saraceni ed i Longobardi. Nel 928 vi fu
imprigionato Papa Giovanni X, vittima di una cospirazione da parte di Guido da Spoleto. Il
Papa fu liberato dai verolani e ricondotto a Roma, dove fu nuovamente imprigionato, questa
volta in Castel Sant'Angelo. Stessa sorte toccò a Papa Giovanni XIII che vi futta
rinchiudere da Roffredo, nobile verolano. Papa Alessandro III vi soggiornò
volontariamente (1167) durante l'occupazione di Roma da parte di Federico Barbarossa.
Le mura megalitiche della città di Veroli, più
note con la denominazione di ciclopiche, per la dimensione dei massi, sono di tre diversi
tipi e sono visibili a San Leucio, in Piazza (8 metri nel magazzino comunale e 12 nella
casa Mazzoli, due tratti di mura), e, a San Giuseppe le Prata.
Quelle più accessibili al turista e decisamente più suggestive
compongono la lunga cinta che da San Leucio scende verso la Coiverta, circa 250 metri di
mura, il cui scopo erà
quello
di difendere la civitas erecta, e proprio a tale scopo, in epoca medioevale, vi furono
aggiunte le torri di avvistamento, sistemate ad intervalli regolari. Le piccole aperture
probabilmente servivano per effettuare delle sortite in tempo di guerra.
Molti i danni subiti da questa cinta muraria nel corso dei
secoli, come quelli inferti dai soldati di Ladislao di Napoli e dUngheria che ne
distrussero una parte agli inizi del sec. XV.
Della parte che un tempo sorreggeva il foro (oggi coperto dal
Duomo, dalla piazza e dal palazzo del comune), ce ne è arrivata solo una piccola parte.
Il resto è comunque individuabile nelle fondamenta della chiesa di Santa Salome.