Sant'Angelo

Dell'antichissima chiesa di Sant'Angelo non si conosce l'anno esatto della fondazione. Il primo riferimento alla sua esistenza appare sulle cronache del 1199: una pergamena oggi custodita nell'archivio della Cattedrale. La notizia di una prima radicale modifica dell'edificio originario si ha nel 1772, quando il vescovo Iacobini diede la sua autorizzazione a "rendere la chiesa più idonea ad accogliere l'accresciuto numero di parrocchiani". Per l'esecuzione dei lavori occorre però aspettare il 1859, come attesta la lapide ancora oggi visibile: "PRIMARIUS LAPIS. IDUS IANUARI MDCCCLIX FUIT POSITUS".

I lavori durarono diversi anni e richiesero anche interventi particolari, su progetto di don Fortunato Mattei, come la rimozione dell'affresco della Madonna delle Grazie(commissionato dal Sant'Angelo - Sepolcri 02.jpg (11766 byte)parroco Francesco Trulli in segno di riconoscenza per la fine della guerra di Campania - pace di Cave del 14 settembre 1557 - e posta sull'altare maggiore al posto dell'effige di San Michele Arcangelo. Dopo poco l'immagine del santo titolare tornò al suo posto, coprendo l'affresco, e solo nella metà del 1700, quando il parroco Salvatore Tullio diede il via ad alcuni lavori di ristrutturazione, l'affresco tornò alla luce): il tratto di muro su cui si trovava fu tagliato, imbracato con una struttura di ferro e legno e posto nelle stessa sede in cui ancora oggi è visibile.

Una volta portati a termine i lavori la chiesa riacquistò la sua forma originaria: "a croce greco-latina, stile greco-corinto con tre cappelloni nella crociera e due cappelle laterali precedute nell'esterno da un ampio peristilio classico con colonne".

Gli ultimi lavori di ristrutturazione risalgono al 1931, quando don Francesco Magliocchetti fece eseguire le ultime decorazioni dal verolano Rodolfo Mauti.

Tra le opere custodite in Sant'Angelo segnaliamo: l'ovale del San Michele, sull'altare maggiore, fu eseguita dal Bubali, ma è una copia del San Michele del Reni; la tela di San Giuseppe della cappella Diamanti, le due situate nel presbiterio, ai lati, e le quattro statue di Santa Rita, Sant'Antonio, San Francesco e Santa Teresa, furono tutte donate dalla famiglia Diamanti.

Particolare la facciata della chiesa, con un pronao classico, con quattro colonne in pietra, che sorreggono la facciata, sormontata da tre finestre. La vetrata policroma con l'effige della Madonna delle Grazie è stata installata in tempi molto recenti.

Il campanile è stato realizzato soltanto nel 1950, ma il progetto originale, quello di don Mattei, ne prevedeva due. Del secondo resta il basamento vuoto. (per maggiori informazioni: la chiesa di Sant'Angelo di Mario Tarquini)