:: L'Abazia di Casamari

Non molti sanno che l'abbazia di Casamari sorge sul territorio di Veroli e fu costruita proprio da quattro verolani: Benedetto, Giovanni, Orso e Azzo, nel 1005.

Casamari 07.jpg (23643 byte)Il nome Casamari deriva direttamente dal latino: Casa Marii (Casa di Mario), riferendosi al condottiero romano Caio Mario. Proprio su questo nucleo di età romana i quattro verolani fondarono l'abbazia, che dapprima affidata ai benedettini, fu poi retta dai cistercensi. Dal 1929 la gestione del complesso è affidato ad una Congregazione decretata "sui juris", come nella tradizione benedettina.

L'imponente complesso si presenta al visitatore con l'edificio della casa abbaziale, con un ingresso ad arco, costituito da un grande arco che ne inquadra altre due, di differente ampiezza e in stile gotico. L'ingresso sormontato da un loggiato con quattro bifore. In tutti gli edifici è evidente l’influsso gotico, anche se qui il caratteristico arco a sesto acuto non giunge mai alle grandi altezze che si ritrovano negli edifici gotici dell’Europa centro-settentrionale.Casamari 06.jpg (25041 byte) Proprio questa caratteristica rende quasi unico lo stile dell'abbazia di Casamari, rendendola di grande valore architettonico, come uno dei primi esempi di stile gotico-cistercense in Italia. Proprio l'insediamento a Casamari di religiosi di origine cistercense ha portato alla modifica totale della struttura originale dell'edificio, rendendolo quel gioiello di architettura gotico-cistercense che la rendono unica, assieme all'Abbazia di Fossanova, molto simile ma di dimensioni decisamente meno imponenti, con la tipica abside volta ad oriente, la pianta a croce egizia ed il transetto rettangolare.

La "ristrutturazione" dell’abbazia di Casamari, ad opera dei cistercensi, fu avviata nel 1203 e quattordici anni dopo fu consacrata da papa Onorio III.

Casamari 04.jpg (10418 byte)Superato l'ingresso ad archi si accede ad un cortile interno si cui la chiesa domina dall'alto. Un effetto reso ancora più impressionante dalla grande scalinata che porta ai tre grandi archi del portico, e dai contrafforti laterali.

L'occhio è talmente "rapito" da questo effetto che a malapena il visitatore si volge ad ammirare la bellezza degli altri edifici che racchiudo il cortile, il giardino e le grandi colonne poste sulla sinistra, a ricordo dell'origine romana dell'edificio.

L'interno della chiesa è completamente assente di ogni tipo di ornamento, con le pareti di travertino completamente nude, e l'attenzione si concentra sulle volte a crociera ogivale e sui maestosi archi a sesto acuto.Casamari 01.jpg (9931 byte)

Alla semplicità della struttura è stata concessa un'unica "trasgressione", costituita dal ciborio, aggiunto nel '700, tutto in marmo e stucchi policromi.

Il chiostro e la sala capitolare rappresentano altri due "pietre preziose", incastonate nella struttura.

Il chiostro presenta una lunga serie di bifore a doppia colonna, con una particolarità: tutti i capitelli sono diversi, l'uno dall'altro. L'austerità della struttura si esalta nel confronto con i colori delle aiuole del giardino che si incontrano nel pozzo posto al centro del chiostro. Dall'ambulacro del chiostro si accede alla sale capitolare, resa celebre anche per essere stata scelta come set per il film "il Cardinale". La sala è divisa in tre navate con le volte a crociera sorrette da pilastri compositi, con fasci di colonnine che avvolgono i pilastri e "sembrano esplodere verso l’alto nelle modanature ogivali, da cui è movimentata l’intera volta".