|
:: L'Abazia di Casamari |
|
Non molti sanno che l'abbazia di Casamari sorge sul territorio di Veroli e fu costruita proprio da quattro verolani: Benedetto, Giovanni, Orso e Azzo, nel 1005.
L'imponente complesso si presenta al visitatore con l'edificio della casa
abbaziale, con un ingresso ad arco, costituito da un grande arco che ne
inquadra altre due, di differente ampiezza e in stile gotico. L'ingresso
sormontato da un loggiato con quattro bifore. In tutti gli edifici è
evidente l’influsso gotico, anche se qui il caratteristico arco a sesto
acuto non giunge mai alle grandi altezze che si ritrovano negli edifici
gotici dell’Europa centro-settentrionale. La "ristrutturazione" dell’abbazia di Casamari, ad opera dei cistercensi, fu avviata nel 1203 e quattordici anni dopo fu consacrata da papa Onorio III.
L'occhio è talmente "rapito" da questo effetto che a malapena il visitatore si volge ad ammirare la bellezza degli altri edifici che racchiudo il cortile, il giardino e le grandi colonne poste sulla sinistra, a ricordo dell'origine romana dell'edificio.
L'interno della chiesa è completamente assente di ogni tipo di ornamento,
con le pareti di travertino completamente nude, e l'attenzione si concentra
sulle volte a crociera ogivale e sui maestosi archi a sesto acuto. Alla semplicità della struttura è stata concessa un'unica "trasgressione", costituita dal ciborio, aggiunto nel '700, tutto in marmo e stucchi policromi. Il chiostro e la sala capitolare rappresentano altri due "pietre preziose", incastonate nella struttura. Il chiostro presenta una lunga serie di bifore a doppia colonna, con una particolarità: tutti i capitelli sono diversi, l'uno dall'altro. L'austerità della struttura si esalta nel confronto con i colori delle aiuole del giardino che si incontrano nel pozzo posto al centro del chiostro. Dall'ambulacro del chiostro si accede alla sale capitolare, resa celebre anche per essere stata scelta come set per il film "il Cardinale". La sala è divisa in tre navate con le volte a crociera sorrette da pilastri compositi, con fasci di colonnine che avvolgono i pilastri e "sembrano esplodere verso l’alto nelle modanature ogivali, da cui è movimentata l’intera volta". |