:: Le Balie di Veroli

:: Le foto della mostra del 2004

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di Veroli
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Ciociaria " terra di balie ". un immenso movimento di donne che sopratutto da Veroli, ma anche da altri importanti centri del Frusinate come Alatri, Ceprano, Isola del Liri, Pastena , Sora emigrando per tutta la penisola, hanno allevato due generazioni di bambini, qualcuna anche la terza. Un vero e proprio "mestiere" quello della balia da latte che sin dalla fine dell'ottocento aveva raggiunto le regioni di tutta Italia.

Abbondante e carico di anticorpi, prezioso e ricercato come l'oro dai pionieri del West, la materia prima delle balie ciociare - il "latte doc" - veniva esportato ovunque. Quando ammiriamo le antiche foto delle balie di Veroli, scorgiamo la miseria in cui esse vivevano ma anche la grande forza di queste donne. Nelle rughe e negli occhi di Loreta Cerelli, 84 anni di Veroli, e precisamente della contrada San Lorenzo, sembrano impresse tutte le immagini, i sacrifici, le fievoli soddisfazioni del passato. "Sono stagioni che non si dimenticano - ricorda Loreta - perchè pur con tanti sacrifici si riusciva a guadagnare bene. Inoltre la lontananza da casa era compensata dalla ospitalità data dalle più illustri famiglie italiane". Loreta ha infatti reso il proprio baliatico in casa Agnelli a Roma, quando alla giovane Clara sposata con il principe Fustenberg nacque una bambina di nome Ira. "Quando passeggiavamo al parco - continua Loreta con i grandi occhioni lucidi - accorrevano in tanti per vedere la "regina". Sono sensazioni che rimangono impresse per tutta la vita". La signora Loreta non è stata l'unica balia nella famiglia Cerelli. Lo è stata anche sua sorella Carolinbalia8_m.jpg (6429 byte)a, balia a casa di Susanna Agnelli e l'altra sorella Assunta, balia anch'essa in una ricca famiglia di Napoli. E come loro tantissime altre: Cilestra, Filomena, Maria, Faustina, e Vincenzina Stirpe, la più celebre balia dell'antica cittadina ernica. "Molto della loro fama - scrive infatti Angelo Maramao su: Veroli "terra di balie" la si deve a Vincenzina Stirpe scelta dalla famiglia reale (Savoia n.d.r.) e dal medico di corte dopo una lunga e laboriosa ricerca: di questa balia si parla ancora per le qualità fisiche e per la bellezza che naturalmente creò non pochi problemi negli ambienti coronati che ella frequentò".

Sono appunto le qualità fisiche che hanno contraddistinto le balie verolane.
Il loro latte nutriente derivava dalla semplice alimentazione e dal fattore climatico. Il fisico, tempra to dai pesanti lavori nei campi, era così forte da renderle immune da ogni malattia.La ricerca della migliore nutrice è stata sempre molto accurata. Verso la fine dell'800 le balie delle famiglie balia1_m.jpg (8852 byte)nobili venivano sottoposte ad accurate visite mediche, nelle quali era sempre presente la madre del nascituro. "Quasi mai - scrive ancora Maramao - nella nostra regione, avveniva la cosiddetta scelta "al tocco", pratica che consisteva nel far sedere più balie in una stanza buia per sottoporle al palpeggiamento del seno da parte della padrona, la quale alla fine sceglieva la più idonea".
Una pratica questa, non l'unica sembrerebbe che girassero in paese anche degli "assaggiatori", che con grande piacere professavano l'arte del sommelier del latte - che non era certamente considerata umiliante per le balie.Queste, tutte madri che allattavano i propri figlioli, almeno cinque per ogni balia fino a superare anche le decine, desideravano essere prescelte perchè veniva data loro la possibilità di allontanarsi dai campi dove si lavorava. Ma quanto guadagnava una balia?
Intorno al 1940 si riusciva a portare a casa anche 400 lire al mese.
Poco o molto? "Tantissimo - risponde Loreta - perchè era almeno il doppio di quanto guadagnavano le altre persone impegnate nei servizi dalle famiglie benestanti. Inoltre avevamo trattamenti speciali". Il vitto e l'alloggio era infatti curato. Alla balia venivano fatti regali, come ad esempio vestiti di seta, di cotone e di velluto, nonchè spilloni d'oro e coralli.Tutto ciò portava persino ad essere invidiate."Lasciate i vostri figli per anbalia6_m.jpg (9251 byte)dare ad allattare quelli degli altri" era il solito rimbrotto fatto loro.Ma tutte vedevano nella professione della balia l'unico modo per fare un po' di soldi. Regali questi che le balie apprezzavano molto perchè testimoniavano la bontà del lavoro svolto sempre con impegno e tanta passione.

Le balie ciociare, e di Veroli in particolare, hanno infatti allattato i figli di tutta Italia con tanto amore, come se fossero figli propri. Quando se ne andavano da casa, le balie rimanevano lontano per almeno un anno. Una volta prescelte, l'accordo con la famiglia ricevente era solo verbale, almeno fino all'inizio del 1930, quando si passò a veri e propri contratti.
Oltre che sugli emolumenti e sul vitto e l'alloggio, la clausola più importante dei contratti stipulati era quella che per tutto il periodo dell'allattamento, le balie non dovevano essere avvicinate da nessuno. Non si voleva insomma correre il rischio che rimanessero incinte e "rovinare" il latte, un bene a cui si teneva molto per tutto il periodo in cui balia9_m.jpg (5372 byte)si restava lontano da casa."Tali motivazioni - precisa Loreta Cerelli - ci portavano a non vedere i nostri mariti per tutto il tempo in cui facevamo le balie.Era una regola rispettata comunque da tutte coloro che esercitavano la professione. Altrimenti si rischiava di uscire fuori dal giro". Le balie di Veroli, ma anche quelle provenienti dagli altri centri della Ciociaria, erano ricercate specialmente nella vicina Roma. Nella capitale avere in casa una balia verolana era argomento di vanto quando ricorrevano le riunioni nei più famosi e nobili salotti romani.
Le contrade di Veroli che hanno caratterizzato maggiormente l'epoca delle balie risultano le seguenti: Santa Francesca, Santa Maria, Colleberardi, Scifelli, San Giuseppe le Prata, Crocifisso, La Vittoria, Modonna degli Angeli.
Il mestiere della balia creò ben presto un'altra professione, la "mannerina" una sorta di procacciatrice di balie - che tenevano sotto controllo tutte le zone dove era possibile trovare la disponibilità di una nutrice. La rivalità tra queste fu ben presto molto elevata. Tra le più importanti si ricordano la lolanda di Alatri, la Marietta del Giglio e la Softa di Castelmassimo, entrambe di Veroli. Tra mannerina e balia vi era un vero e proprio rapporto commerciale. La balia doveva consegnare alla sua mannerina metà del suo primo stipendio, qualcuna pretendeva addirittura di più. Ciò nonostante, le balie erano trattate dalle mannerine merce di poco conto. Le balie non meritavano certamente tale considerazione. Esse erano donne dolcissim
balia3_g.jpg (18098 byte)e, tranquille e rispettose verso chiunque. La dimostrazione è tutta nella straordinaria opera di allattamento che hanno portato avanti, in aggiunta a quanto riuscito a fare nelle proprie famiglie già molto numerose.

"Nella lunga ricerca su queste donne straordinarie - scrive ancora Maramao- mai mi è capitato di sentir dire che una balia è stata trovata non idonea ad allattare".E racconta poi la storia della famosa attrice Gina Lollobrigida che nel 1958-59, ebbe il consiglio dai medici di rivolgersi ad una balia di Veroli per risolvere il problema derivante dall'esile dimensione del proprio nascituro. Inconveniente risolto da Celeste Carinci, balia di Santa Maria a Veroli. Altre storie potrebbero trovare la stessa eco. Come quella di Maria Cretaro di Colleberardi, rimasta per circa un anno nella caserma Vittorio Veneto per allattare il figlio del generale degli alpini Scarpa, oppure quella
di Florinda Oddi, della contrada Madonna degli Angeli, che allattò per un anno ed accudì per altri quattro una bimba assegnatagli dall'orfanatrofio di Roma, che divenne una famosa cantante lirica e restò affezionata alla sua balia per tutta la vita. Tante donne dunque che hanno avuto ognuna la propria storia, con i propri sacrifici, le proprie sofferenze, le proprie gioie. Tutte uniche ed irripetibili. Immaginarle oggi risulta forse difficile, specie per le giovani generazioni che hanno una cultura diversa da quella dei nostri nonni e padri.Storie però da rispettare perchè hanno caratterizzato un'epoca fondamentale per la presa di coscienza dei valori più significativi della nostra terra: il sacrificio ed il rispetto verso il prossimo. Elementi da sempre fondamentali per lo sviluppo economico e sociale dell'umanità.